Progetto Murales “No war” – Scuola secondaria di primo grado di Filago

Il progetto “MURALE NO WAR” si è svolto in cinque incontri pomeridiani extracurricolari di due ore ciascuno e ha coinvolto i seguenti alunni delle classi seconde e terze:
Simone Roncalli, Melissa Sorte (2D);
Davide Canale, Pietro Dettori, Gaia Mazzoleni (2E);
Martina Arzuffi, Asia Giannantonio, Martina Innocenti, Mihaela Lazar, Emma Messora (3D);
Nicole Brembilla, Nadina Buju, Aurora Cagliani, Fadwa Fadrik, Elena Locatelli, Sofia Morari, Emma Quartana (3E).
1) Nella prima fase siamo stati guidati al progetto “MURALE NO WAR”, già abbozzato precedentemente in linea di massima dal prof, in modo tale da renderci partecipi dell’ideazione.
Partendo da una sorta di dialogo stimolato da immagini e testi prestabiliti, come il manifesto istituzionale “NO WAR”, con aggiunta di eventuali elementi grafici emersi dal dialogo, siamo giunti ad un arricchimento formale e cromatico rispetto allo stimolo iniziale.
2) Nella seconda fase si è proceduto alla realizzazione del “MURALE NO WAR” e ad ognuno di noi è stata assegnata una specifica mansione come la restituzione grafica, il ritaglio delle sagome o un’area della parete da trattare.
Successivamente il progetto dal bozzetto è stato riportato sulla parete, preventivamente spazzolata da residui di sporcizia, a dimensioni reali utilizzando tecniche di trasposizione del bozzetto attraverso video-proiezioni.
3) Nella terza fase la colorazione del “MURALE NO WAR” è stata suddivisa in fasi ben distinte, per permettere l’effettiva realizzazione del progetto: abbiamo predisposto una porzione di muro isolata con mascherature di protezione, preparata con un fondo isolante bianco sulla totalità della superficie.
In seguito, abbiamo applicato colori acrilici nei toni scuri, proceduto poi con i colori di profondità (toni freddi), per poi passare ai toni chiari e ai colori di vicinanza (toni caldi) in previsione di aggiunte realistiche.
Per alcune parti del murale che prevedevano l’esecuzione di elementi bidimensionali o timbrici, abbiamo adottato un procedimento contrario. Queste ultime parti hanno richiesto tecniche pittoriche meno tradizionali, simili a quelle della street-art, come ad esempio la tecnica dello stencil. L’elemento più evidente è il “furto” creativo nei riguardi di Girl with Balloon, opera dello street-artist Banksy, apparsa a Londra nel 2002, e qui riapparsa a Filago nel 2022 ben 20 anni dopo, che raffigura una ragazza con la mano tesa verso un palloncino rosso a forma di cuore portato via dal vento. Ma all’interno del murale ci sono i colori della Pimpa di Altan, l’impianto scenografico dei ruderi murali delle Sturmtruppen di
Bonvi e nel cielo rivelato dallo stacco dei palloncini citazioni surreali di Magritte.
Si vede la bambina, poi il palloncino rosso che le sfugge di mano e infine, nell’originale, compariva la scritta “There is always Hope” che in italiano sta a significare “C’è sempre speranza”. Un detto che ricorda moltissimo quello italiano: “Finché c’è vita c’è speranza”.
Quindi si può dire che questo soggetto è simbolo di innocenza, amore e speranza, ma, allargando il campo visivo notiamo che il palloncino che sfugge dalle mani corrompe, sgretola, taglia la porzione di sfondo dal quale si libera facendo apparire il cielo blu dello sfondo, con le sue vibrazioni propagate ai lati dell’opera.
Quello che il palloncino e gli altri cloni eliminano, sono quelle parti di muro (qui nell’ambivalente significato di divisione ma anche di distruzione) e quelle parti di manifesto (simbolo dei poteri e delle propagande) che rivelano la loro infondatezza bidimensionale (senza corpo, senza sostanza, senza cuore) e che fanno riapparire alle spalle quello che un grande cantautore italiano, Rino Gaetano, cantava “Ma il cielo è sempre più blu”.
La speranza è blu (con qualche nuvoletta…).